Come stabilito dalla “contestatissima” Legge Fornero, approvata dal Governo Monti, la soglia minima per ritirarsi dal lavoro è stata innalzata di colpo.
Gli uomini e le donne italiane andranno a riposo dopo aver compiuto 66 anni e 3 mesi.
Nonostante la riforma abbia creato per qualcuno un muro quasi invalicabile, alcune categorie di lavoratori possono ancora mettersi a riposo prima dei 65 e in alcuni casi addirittura a meno di 60 anni di età.
Di cosa stiamo parlando? L’eccezione vale, ad esempio, per le donne dipendenti del settore privato, che beneficiano per adesso di un trattamento di favore, perché possono mettersi a riposo con 63 anni e 9 mesi di età.
Le lavoratrici autonome, invece, devono attendere un anno in più, cioè il raggiungimento di 64 anni e 9 mesi all’anagrafe.
Fino a quest’anno, inoltre, tutte le donne (comprese le impiegate pubbliche) hanno avuto un’altra possibilità di congedarsi dal lavoro, addirittura con 57 anni di età (58 per le libere professioniste) e 35 anni di contributi alle spalle (seppur con un assegno più basso del previsto) grazie ad una legge approvata dal governo Berlusconi nel 2004.
Si tratta comunque di una norma transitoria destinata a restare in vigore fino al 31 dicembre del 2015.
La possibilità di mettersi a riposo prima dei 60 o dei 65 anni esiste anche per quei lavoratori che hanno iniziato la carriera precocemente e maturano nel 2015 il diritto alle pensioni anticipate.
Ma non è tutto… Il riscatto degli anni universitari permette di guadagnare altri 5 anni!

(Fonte: Economiaweb)