jobs-act11Il mese di marzo è arrivato e con esso anche l’entrata in vigore ufficiale dei decreti attuativi del Jobs act: sarà possibile quindi richiedere il Tfr in busta paga.
Cosa succederà? Le previsioni non fanno davvero ben sperare, come riporta “Il Giornale”, potrebbe esserci un “flop di richieste in materie di trattamento di fine rapporto”.
Nello specifico, tutti i lavoratori dipendenti non sembrano intenzionati a richiedere l’anticipazione dell’importo maturato mese dopo mese.
Secondo quanto raccolto da un report di Confersercenti in collaborazione con SWG,  l’adesione alla nuova proposta sarebbe scarsa, appena il 6% (destinato a salire entro l’anno solamente fino all’11%).
La maggioranza dei dipendenti italiani – circa l’83% – lascerà intatto l’ammontare del TFR all’impresa, esattamente come avveniva prima del Job act.
Secondo il report, chi deciderà di attingere anticipatamente al gruzzolo, lo destinerà per pagare debiti pregressi, per la previdenza integrativa o per acquisti di diverso genere.
I dati confermano la tendenza degli italiani al risparmio: il TFR rimane, infatti, un “tesoretto salvagente per il futuro”.

(Fonte: Il Giornale)